Serena Ortolani

Se c’è una persona che è riuscita a realizzare i suoi sogni nella vita, questa è Serena Ortolani. Cresciuta (come molte di noi) con il mito di Mila, del cartone Mila e Shiro, Serena non solo è diventata una grandissima pallavolista ma, proprio come la protagonista del celebre cartone animato giapponese, niente meno che la stella della Nazionale di pallavolo, che a Ottobre dell’anno scorso ha vinto l’argento ai Mondiali in Giappone. Probabilmente Serena non sarebbe d’accordo ad essere definita la “stella” della Nazionale, perché, come ha ripetuto più volte durante la nostra chiacchierata, quello che conta davvero è la squadra.
E nella vita? Beh, Serena nella vita fa “squadra” con Davide Mazzanti, suo marito e coach delle Azzurre. Una love story da favola, coronata dalla nascita della loro piccola Gaia. Com’è dividersi tra il ruolo di atleta e mamma? E come ci si sente a vivere a fianco e amare il proprio allenatore? Ecco che cosa mi ha risposto…

Serena, innanzitutto complimenti per l’argento ai Mondiali in Giappone. Che ricordo hai di quell’avventura?
È stata un’esperienza bellissima anche perché è da diversi anni che gioco in Nazionale ma questa volta, rispetto alle altre, nella squadra c’era “qualcosa in più”. Io l’ho sentito e penso che se ne sia accorta tutta l’Italia.
Non solo del risultato ma anche dell’energia e dello spirito di squadra che c’era ogni volta che scendevamo in campo, della nostra voglia di vincere. Noi abbiamo sentito molto forte questo sentimento e di sicuro lo hanno percepito anche gli italiani che infatti sono venuti poi ad accoglierci numerosi in aeroporto quando siamo tornate in Italia.

In effetti è forse la prima volta che avete questa partecipazione di pubblico…
Ha stupito pure me! Perché non è la prima volta che portiamo a casa un risultato importante: nel 2009 abbiamo vinto un Europeo, nel 2007 una Coppa del Mondo, eppure non abbiamo mai avuto tanta vicinanza degli italiani come a questi Mondiali, dove tra l’altro siamo arrivate solo (si fa per dire!) seconde. Penso sia successo perché la gente ha sentito che stavamo giocando davvero con il cuore per il nostro Paese.

Poi forse rispetto a qualche anno fa anche i social hanno aiutato a far conoscere e diffondere questa passione. Tu sei social?
Ho un profilo Facebook in coppia con mio marito Davide.

A proposito, tuo marito è anche l’allenatore della Nazionale. Come avete festeggiato la vittoria? 
In realtà non abbiamo avuto tempo perché pochi giorni dopo il rientro, nel weekend, dovevamo già giocare con il Club.
Abbiamo festeggiato due o tre settimane dopo con la squadra quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci ha ricevute al Quirinale.

Giochi in serie A ufficialmente dal 2005/06. In tutti questi anni ci sono momenti che ricordi con più affetto? 
Ce ne sono tantissimi. Ogni squadra in cui ho giocato mi ha regalato ricordi belli, anche nelle difficoltà. Poi devo dire che la pallavolo mi ha insegnato tantissimo e le vittorie fanno sicuramente piacere, però alla fine ciò che resta davvero, la cosa più bella, sono le amicizie che si fanno lungo il percorso.

Non deve essere facile la vita da atleta professionista: c’è una cosa che più di altre ti pesa fare?
(Ride) Per fortuna mi piace ancora moltissimo quello che faccio, quindi per ora non ci sono giorni in cui faccio fatica ad alzarmi per andare ad allenarmi. Certo, da giovane ho un po’ sofferto quando vedevo le mie amiche uscire il sabato sera mentre io non potevo assolutamente perché la domenica avrei giocato. Però ora ho la mia famiglia, i miei ritmi e non mi manca nulla. Forse ecco…vorrei un po’ più di tempo da passare con mia figlia Gaia, ma penso che questo valga per tutte le mamme.

Quali sono invece i pro e i contro di essere sposata con il proprio allenatore?
Posto che Davide mi piace moltissimo sia come marito che come allenatore (ride), il pro è che lo conosco meglio delle altre e, comunque, apprezzo molto il modo in cui lavora, soprattutto il fatto che dia spazio ad ogni giocatrice e permetta a ognuna di esprimersi ed essere se stessa in campo. Il contro, forse, c’era all’inizio, quando non sapevo bene come gestire lo spogliatoio…

In che senso?
Dopo un allenamento o una partita può succedere che le ragazze parlino e si sfoghino in spogliatoio, anche esprimendosi nei confronti dell’allenatore. Non volevo, con la mia presenza, impedire loro di esprimere quello che pensavano quindi, spesso, andavo a casa a fare la doccia…

E poi?
Poi mi hanno fatto capire che non c’era motivo di andarmene, anche perché Davide parla moltissimo con le ragazze e quindi, in caso di problemi, avrebbero risolto parlandosi faccia a faccia. Da quel momento in poi, quando è capitato che ci fossero tensioni in spogliatoio, mi sono limitata a fare qualche battuta per sdrammatizzare ma non me ne sono più andata.

Tu e Davide state assieme da sette anni: uno da fidanzati e sei da sposati. Una love story coronata, nel 2013, dall’arrivo di Gaia…
Io e Davide avevamo da sempre il desiderio di fare una famiglia e un bebè. Tra l’altro entrambi volevamo una femminuccia ed eravamo anche già decisi sul nome. In realtà a Davide piaceva un sacco Serena ma era…già occupato (ride). Allora abbiamo scelto qualcosa di simile, che suggerisse allo stesso modo un senso di felicità. Eravamo indecisi tra Gaia, Gloria, Gioia, e alla fine abbiamo scelto Gaia.

Non ti ha preoccupato, per la carriera, l’idea di dover interrompere gli allenamenti per la gravidanza?
Considera che ci sono sono alcune pallavoliste che continuano a giocare fino al terzo, quarto mese, (tra l’altro i più delicati). Io invece ho preferito smettere subito, appena ho saputo che ero incinta. Anche perché, pure se avessi continuato, avrei giocato con l’ansia.

Quindi relax… Ma hai proprio smesso ogni attività sportiva o hai continuato un blando esercizio fisico per tenerti in forma, magari con un regime alimentare speciale?
Purtroppo niente di tutto questo! Infatti sono un po’ esplosa… Ho preso 20 chili, tutti tra pancia e faccia, mentre le gambe sono rimaste uguali. Non è che mangiassi schifezze, mangiavo semplicemente tanto, soprattutto carboidrati. In più andavo spesso da mia nonna in campagna e ogni volta mi convinceva a prendere doppia porzione di cibo perché, come mi diceva, “adesso siete in due” (ride). Però dopo circa tre mesi dal parto sono tornata in palestra, avevo troppa voglia di tornare in campo!

In futuro come ti immagini? Magari a fianco di tuo marito allenatore o magari proprio al suo posto?! 
(Ride) Non lo so, infatti a volte il futuro un po’ mi spaventa. Però mi conosco, so che in ogni cosa che faccio ci metto impegno e passione e quindi ogni scelta che farò, di sicuro legata alla pallavolo o comunque allo sport, sarà quella giusta.

Un pregio e un difetto di Serena?
Il pregio è che sono una persona positiva. Cerco sempre di trasmettere felicità e di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Serena di nome e di fatto! E un difetto?
Forse… testona!.

Capitolo estetica: quanto ti piace curare il tuo aspetto?
Mi piacerebbe ma non ho molto tempo da dedicare a trattamenti e massaggi. Gli unici che faccio sono quelli con il fisioterapista ma non sono affatto rilassanti, anzi! Però devo dire che mi piace scendere in campo sempre truccata, ovviamente con cosmetici waterproof altrimenti sudando diventerei una maschera! (ride).

Un viaggio che vorresti fare? 
Mi piacerebbe andare a Bali. Non ci sono mai stata…e chissà, magari dopo che Davide avrà letto questa intervista… (ride).

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