Cristina Chirichella

La vita da sportive è movimentata e itinerante, tante sfide da combattere e vincere anche in giro per il mondo. Riesco a concordare un’intervista prima della partenza per Tokyo per una tappa della Nations League di Volley femminile.
Appuntamento telefonico con Cristina Chirichella che si trova in aeroporto con le compagne di squadra.
La Nazionale italiana di pallavolo si lascia alle spalle America e Corea del sud, poi Tokyo e successivamente Hong Kong, Olanda e Italia, con la speranza di accedere alla Final six in Cina.
“Ogni volta passiamo da un fuso orario ad un altro dopo infinite ore di volo, ma quando atterriamo ci aspettano sempre grandi esperienze, vivere altre realtà e giocare con le squadre più forti al mondo è davvero entusiasmante.”
Esordisce così Cristina, 24 anni, giovane atleta della AGIL Volley di Novara e della nazionale italiana, da un anno anche in veste di capitano.
Da piccolina aveva provato di tutto: danza, nuoto, karate, basket, atletica e poi la pallavolo, dove è stato amore a prima vista!

Hai lasciato la famiglia molto giovane per seguire la tua passione per la pallavolo, come ricordi quel periodo?
A 14 anni sono andata a vivere a Roma per due anni e all’inizio è stata dura, mi sentivo spaesata. Non immaginavo di avere un futuro nella pallavolo, la consapevolezza è arrivata con il tempo e con l’aiuto delle compagne di squadra, non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana.
A quell’età si è abituati a vivere sotto l’ala dei genitori mentre io affrontavo già l’indipendenza e le difficoltà di vivere da sola.
Ho sofferto il distacco dalla mia città e i miei affetti ma allo stesso tempo è stata una grande esperienza di vita.

Dopo i due anni a Roma dove sei andata?
Sono stata un anno a Milano, poi a Pesaro, Ornavasso (Piemonte) e infine a Novara dove ormai vivo e gioco da cinque anni.
In quei periodi studiavo ad una scuola pubblica che cambiavo ogni volta a seconda di dove andavo a vivere. Difficile farsi degli amici e cambiare sempre gli insegnanti, un iter un po’ traumatico ma alla fine sono sempre riuscita a gestire tutto.

Sicuramente la carriera sportiva da tante soddisfazioni ma chiede altrettante rinunce. Ti è mai pesato?
Questa vita l’ho scelta io, accetto pro e contro. Ovviamente in adolescenza ho vissuto meno esperienze rispetto alle mie coetanee ma i sacrifici hanno reso, oggi mi ritrovo a giocare in serie A, a vivere una vita da sola con un lavoro che amo e sceglierei ancora mille volte.

Nel 2013 le prime convocazioni in Nazionale, che effetto ti ha fatto?
A dire il vero nel 2012 c’è stata una prima convocazione ad un ritiro, ero da poco maggiorenne e prossima alla maturità. Ricordo solo di essere scoppiata in lacrime di gioia e da quel momento gli esami scolastici da primo problema, sono diventati il secondo! (Ride).
Sono stata via solo una settimana e ovviamente ho conclusi gli studi, poi l’anno seguente è arrivata la convocazione ufficiale per giocare con la maglia azzurra.

Una domanda di rito, com’è la tua settimana da atleta?
Ci alleniamo tutti i giorni tranne quello dopo la partita.
Le mattine si alternano tra la sala pesi e un giorno di riposo, mentre i pomeriggi ci alleniamo sul campo di pallavolo.
Nei periodi iniziali è molto intensa anche la preparazione tecnica individuale, che va diminuendo quando ci avviciniamo alle partite.

Qual’è l’allenamento che ti pesa di più?
Beh a noi donne di diventare tutte muscolose non piace tantissimo, ma il lavoro che facciamo in sala pesi è necessario per una resa migliore e per prevenire traumi muscolari o alle ginocchia. Giocare sul campo di pallavolo resta invece la parte migliore della preparazione.

Dolce o salato? Il tuo peccato di gola?
Pizza o pasta, vado matta per il salato, dei dolci non sono una grande amante.
I carboidrati poi vanno d’accordo con lo sport e me li concedo senza problemi cercando sempre di equilibrare la mia dieta non facendo mancare anche altri alimenti come proteine, fibre o verdura.

Durante le partite come integrate?
Barrette proteiche ma è facoltativo. Personalmente preferisco mangiare prima delle partite e non durante. Ovviamente idratarsi e reintegrare sali minerali è fondamentale.

Hai molto seguito sui social, cosa racconti di te?
Mi piace essere presente e sfruttare queste piattaforme per invogliare le ragazze giovani a giocare a pallavolo e trasmettere così una passione. E’ un modo molto diretto per farsi conoscere che io gestisco anche con un po’ di riservatezza, preferisco non condividere proprio tutto della mia vita privata.

Sei una delle Ambassador Shiseido, sport e bellezza, un connubio vincente!
Mi piace molto curare il mio corpo, non soltanto come atleta ma anche come donna. Adoro creme, maschere, trattamenti e massaggi, mi strucco la sera e da sempre sono molto attenta all’estetica e al benessere fisico.
La collaborazione con Shiseido mi ha dato i migliori strumenti per poterlo fare e sono contentissima!

Ti ho vista ospite a “Detto fatto” con i consigli della make-up artist, ti sono stati utili?
L’esperienza a “Detto fatto” è stata divertente ma a dire la verità preferisco truccarmi da sola perché il mio stile è più al naturale, acqua e sapone, avere troppi strati di trucco in viso non fa per me.
Questo vale nella vita quotidiana e ancora di più durante le partite, con quello che sudiamo rischiamo che coli tutto ottenendo l’effetto contrario!
Ovviamente durante lo sport la scelta dei prodotti è necessariamente waterproof!

Sei alta 1.93 mt, come atleta è perfetto, un po’ più ‘scomodo’ nella vita?
Per fortuna vanno di moda i pantaloni portati corti, una manna dal cielo! (Ride).
Ero già così alta intorno ai miei 17 anni e in quel periodo non l’ho sempre vissuta bene, mi sentivo diversa…ma oggi non è più così, ho accettato e sono serena, anche in virtù dello sport che faccio.
E’ arrivata l’ora del suo imbarco, io e Cristina dobbiamo salutarci…con i migliori in bocca al lupo per tutte le sfide che dovrà affrontare!

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